Cosa rivela il dibattito su Martin Scorsese riguardo AI, cinema e futuro della produzione creativa.
L’AI sta cambiando il workflow creativo del cinema, dalla pre-produzione allo sviluppo visivo fino alla creazione di concept cinematografici.
Martin Scorsese, AI e la vera domanda sul futuro del filmmaking.
Un recente articolo della BBC ha riportato le polemiche nate intorno a Martin Scorsese dopo il suo sostegno all’utilizzo di strumenti AI nel processo di pre-produzione, descrivendoli come creativamente liberatori per visualizzare le idee e comunicarle in modo più efficiente al proprio team creativo.
La reazione è stata immediata.
Alcuni l’hanno vista come un altro segnale del fatto che l’AI stia minacciando artisti, storyboarder e professioni creative. Altri l’hanno interpretata come una naturale evoluzione del processo cinematografico: un altro strumento, come il montaggio digitale, i VFX, la CGI, il 3D, il de-aging o la virtual production.
Credo che sia proprio qui che la conversazione debba diventare più matura.
La vera domanda non è: “Il cinema dovrebbe usare l’AI oppure no?”
La vera domanda è: “Come dovrebbe essere usata l’AI, da chi, e con quale livello di responsabilità artistica?”
Perché l’AI non crea automaticamente buon cinema.
Non sostituisce il gusto. Non sostituisce la narrazione. Non sostituisce la regia. Non sostituisce l’intelligenza emotiva di un filmmaker. Non sostituisce anni di cultura visiva, mestiere e istinto dietro una forte decisione creativa.
Ma può cambiare il workflow.
L’AI può aiutare a visualizzare un’idea in una fase più precoce. Può aiutare a testare una direzione visiva prima di entrare in produzione. Può supportare pitch deck, storyboard, sviluppo concept, previsualizzazione e sequenze sperimentali. Può aiutare registi, produttori e team creativi a comunicare più velocemente e a esplorare possibilità che prima erano troppo costose, troppo lente o troppo complesse da testare.
Questo non significa che ogni utilizzo dell’AI sia positivo. E non significa che le preoccupazioni degli artisti debbano essere ignorate.
Le questioni etiche sono reali. L’impatto sui lavori creativi è reale. Il tema dei dati di addestramento è reale. La paura di sostituire il mestiere umano con scorciatoie più economiche è reale.
Ma rifiutare completamente la tecnologia non impedirà il suo ingresso nell’industria.
Il cinema si è sempre evoluto attraverso la tecnologia
Il cinema si è sempre evoluto attraverso nuove tecnologie, dal linguaggio cinematografico delle origini ai VFX, alla CGI, ai workflow digitali e alla produzione assistita dall’AI.
La macchina da presa era una tecnologia. Il montaggio era una tecnologia. Il sonoro era una tecnologia. Il colore era una tecnologia. I VFX erano una tecnologia. La CGI era una tecnologia. I workflow digitali erano una tecnologia.
All’inizio, ogni grande cambiamento ha generato paura. Poi, con il tempo, i migliori creatori hanno imparato ad assorbire quegli strumenti nel linguaggio del cinema.
L’AI sta entrando ora nello stesso momento storico.
Il pericolo non è l’AI in sé.
Il pericolo è usare l’AI senza gusto, senza etica, senza conoscenza del cinema e senza un forte punto di vista creativo.
Lo strumento non è la visione
Un prompt non rende qualcuno un filmmaker. Un’immagine generata non rende qualcuno un regista. Uno strumento non crea una visione.
La persona dietro il processo resta ancora la cosa più importante.
Ciò che conta è la capacità di dirigere lo strumento, giudicare il risultato, comprendere la storia, controllare il tono, modellare l’immagine, rifinire l’emozione e decidere cosa merita davvero di finire sullo schermo.
Per questo il futuro del filmmaking non sarà definito soltanto dall’AI.
Sarà definito dai filmmaker, dagli artisti e dagli studi che sapranno combinare il mestiere cinematografico con le nuove tecnologie di produzione.
Un nuovo linguaggio produttivo
Per me, l’AI non è la fine del cinema.
È l’inizio di un nuovo linguaggio produttivo.
E come ogni nuovo linguaggio, diventerà significativo solo nelle mani di persone che hanno davvero qualcosa da dire.
In Lux Motion, questo è il modo in cui affrontiamo la produzione AI: non come sostituzione della creatività, ma come workflow cinematografico per sviluppare mondi visivi, testare idee, creare contenuti premium e portare concept ambiziosi più vicini alla realtà.
Voodoo Child Concept Movie by Lux Motion.
Code Vendetta Concept Movie by Lux Motion.
Il futuro non apparterrà a chi semplicemente usa l’AI. Apparterrà a chi sa come dirigerla.
Fonte
Fonte: BBC News — “Martin Scorsese gets backlash after endorsing ‘creatively freeing’ AI”
https://www.bbc.com/news/articles/c7942qzr22vo

